L’esdebitazione è un po’ come premere il pulsante di reset sui debiti che una persona non è riuscita a saldare dopo aver attraversato una procedura concorsuale, come il fallimento. Questo concetto è diventato particolarmente importante negli ultimi anni, grazie all’attenzione dei legislatori, sia a livello europeo che nazionale.
In Italia, l’esdebitazione è stata introdotta con una riforma nel 2006. Fondamentalmente, dice che se sei una persona fisica che ha dichiarato fallimento ma hai agito onestamente, senza frodare i creditori o commettere reati legati al fallimento e hai anche tentato di pagare i tuoi debiti, allora potresti avere la possibilità di cancellare i debiti che non sei riuscito a coprire.
Questa possibilità si è poi estesa anche a coloro che non sono tecnicamente fallibili, come i consumatori, i professionisti e le piccole imprese che non superano certe soglie economiche, grazie a una legge del 2012.
MA COSA SIGNIFICA?
La legge riconosce che a volte, nonostante il miglior impegno, le persone e le aziende falliscono. Ma invece di lasciarle sommerse dai debiti per sempre, gli offre una “seconda chance”. Questo aiuta non solo le persone a riprendersi, ma ha anche effetti positivi sull’economia in generale, perché permette loro di partecipare di nuovo all’economia attiva.
L’Unione Europea sostiene fortemente questo concetto, sottolineando che dare alle persone una seconda possibilità può effettivamente ridurre gli effetti negativi del fallimento e incoraggiare l’imprenditorialità.
Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, entrato in vigore nel luglio 2023, ha portato ulteriori miglioramenti, estendendo l’esdebitazione anche a certe società e semplificando il processo per ottenere questo “reset” dei debiti.
In sostanza, l’esdebitazione è una parte fondamentale della moderna legislazione fallimentare e della crisi d’impresa, che riconosce l’importanza di dare alle persone e alle aziende la possibilità di riprovare, liberandole dal peso dei debiti insostenibili aiutando gli individui e sostenendo la crescita economica e sociale complessiva.
