Esempio di risoluzione tramite Concordato Minore: la “storia” del Sig. Rossi

Concordato minore

PREMESSA

Il sig. Mario Rossi, ex imprenditore agricolo, si è trovato in una condizione di sovraindebitamento a causa della crisi e successiva insolvenza di due società di cui era socio illimitatamente responsabile: l’Alfa Società Agricola S.S. e la Beta S.a.s. Entrambe le imprese, impegnate nel settore agroalimentare e zootecnico, hanno affrontato difficoltà finanziarie significative, in particolare la Beta S.a.s. che non è riuscita a ripianare i suoi debiti nonostante il leasing dell’azienda dal 2014. La situazione è peggiorata con la pandemia, che ha accentuato la crisi del mercato dell’attività principale della Beta S.a.s.

Il sovraindebitamento del Rossi deriva principalmente da garanzie personali e reali fornite per entrambe le società, che hanno accumulato debiti per quasi 4,5 milioni di euro. La Beta S.a.s. ha tentato di risolvere la situazione attraverso un Accordo di Composizione della Crisi, omologato nel 2021, che prevedeva la vendita dell’azienda e l’utilizzo dei ricavi per soddisfare parzialmente i creditori.

Nonostante l’omologazione dell’accordo e l’esdebitazione dei debiti sociali della Beta S.a.s., Rossi ha continuato a soffrire le conseguenze finanziarie e personali della crisi, inclusa l’esecuzione di un’ipoteca sulla sua abitazione. La sua unica fonte di reddito, una pensione, non è sufficiente per coprire i suoi debiti personali, che ammontano a quasi tre milioni di euro.

A causa di questa situazione disperata, Rossi ha richiesto l’accesso alla procedura di Concordato Minore per cercare una soluzione al suo stato di sovraindebitamento, assistito dallo stesso Gestore della Crisi che ha gestito il caso della Beta S.a.s., il Dott. Bianchi. Questo passo rappresenta un tentativo di affrontare in modo strutturato e legale i suoi debiti residui, sperando in un sollievo finanziario che tenga conto delle sue attuali condizioni di salute e della limitata capacità economica.

L’AZIONE

Piano di Concordato Minore proposto dal sig. Rossi ai suoi creditori si articola in due parti principali: la Finanza Interna e la Finanza Esterna.

La Finanza Interna comprende due elementi:

Finanza Interna 1: Il sig. Rossi propone di mantenere la proprietà del suo fabbricato a Moneglia, mettendo a disposizione €165.000,00, somma fornita dal figlio, il sig. Alberto Rossi. Questa cifra supera l’offerta minima che avrebbe permesso l’aggiudicazione del fabbricato nell’ambito di un’esecuzione immobiliare. Questo permetterebbe al creditore ipotecario di primo grado di ricevere un pagamento parziale, benché non integrale, con un trattamento preferenziale rispetto agli altri creditori ipotecari e privilegiati mobiliari.

Finanza Interna 2: Prevede la vendita di terreni agricoli non edificabili adiacenti al fabbricato, con un ricavato stimato di €25.000,00, destinato al pagamento del solo creditore ipotecario di primo grado su tali beni. Anche qui, il pagamento sarà parziale e trattato con preferenza rispetto agli altri creditori.

La Finanza Esterna del Piano include un’ulteriore somma di €50.000,00 (o la cifra necessaria) fornita ancora dal sig. Alberto Rossi. Questa somma è destinata al pagamento integrale delle spese della procedura, al pagamento a stralcio dei creditori ipotecari e privilegiati mobiliari non soddisfatti con la Finanza Interna, e al pagamento del credito della Beta S.a.s. verso il socio per prelievi utili. Il sig. Rossi si è impegnato a versare questa somma, condizionando il suo impegno all’omologazione del Concordato Minore e rinunciando al diritto di regresso.

CONCLUSIONE

In sintesi, il Piano si basa sul contributo finanziario del figlio del debitore, il sig. Alberto Rossi, per conservare la proprietà del fabbricato e pagare parzialmente i creditori, seguendo un approccio stratificato che privilegia alcuni crediti rispetto ad altri, con l’obiettivo finale di permettere al sig. Rossi di conservare la sua abitazione e affrontare il sovraindebitamento in modo strutturato.

 

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